LE REGOLE PER UN USO RESPONSABILE DEI MATERIALI

·         Conoscere la composizione, le caratteristiche fisico-chimiche e il comportamento clinico dei materiali che si intende utilizzare.

·         Tenere traccia dei materiali utilizzati per ogni singolo restauro.

·         Evitare l'approccio “one size fits all”. Non esiste un unico materiale con caratteristiche ideali per qualunque tipo di situazione clinica: considerare quindi le esigenze cliniche e scegliere il materiale con le migliori performances per ogni singolo restauro su ogni singolo paziente.

·         Scegliere il materiale appropriato al piano di trattamento, non adattare il piano di trattamento in funzione dell'utilizzo di un determinato materiale.

·         Usare materiali di aziende che li sviluppano e li producono in proprio o sono comunque in grado di tracciare tutta la filiera produttiva e dare risposte adeguate in caso di problemi.

·         Servirsi di un laboratorio odontotecnico di comprovata esperienza e conoscenza dei materiali che utilizza, oltre che disponibile al dialogo e al confronto costruttivo con il clinico.

·         Considerare la performance clinica e il costo a lungo termine dei materiali, piuttosto che il costo immediato.

·         Ricordare che l'odontoiatra è il responsabile finale in quanto a sicurezza ed efficacia del dispositivo protesico.

 


Non esiste un vero e proprio algoritmo per la scelta del materiale più adatto in una determinata situazione clinica. Conosciamo però le variabili da considerare per fare una scelta consapevole e ragionata

Le variabili fondamentali da considerare sono le seguenti:

struttura coronale residua, capacità ritentiva e colore del pilastro; posizione del restauro (anteriore – posteriore); tipo di restauro (dente singolo – ponte); fattori occlusali.

Facciamo qualche esempio:

-restauri parziali e restauri completi sottili, sia anteriori che posteriori, necessitano di grande quantità di smalto, per ottenere adesione nel primo caso e per aumentare la resistenza del complesso dente-restauro grazie alla cementazione adesiva nel secondo, anche se la preparazione è ritentiva; in entrambi i casi il dente non deve essere discromico e il materiale da utilizzare deve essere mordenzabile, quindi ceramica a matrice vetrosa; nei settori posteriori disilicato di litio, nei settori anteriori ok anche per la ceramica feldspatica da sola.

-una corona su un dente in zona estetica non necessariamente deve essere fatta con il materiale più “estetico”: se il pilastro è scuro, per esempio per la presenza di un perno moncone precedentemente installato ma non da sostituire o di un moncone comunque fortemente discromico, una corona con substrato molto coprente (zirconia non traslucida o metallo) è molto più indicata di una in disilicato di litio altamente traslucido; in questo caso, inoltre, non si potrà sfruttare la cementazione adesiva, quindi il pilastro dovrà essere ritentivo.

-un ponte in zona estetica (canino – incisivo centrale, per esempio) su denti non discromici può essere realizzato con una struttura in disilicato di litio (soprattutto se c’è ancora smalto e ci sono le condizioni per ottenere un adeguato isolamento del campo per la cementazione adesiva)  o zirconia traslucida, a patto che possano essere progettate connessioni dimensionalmente adeguate; in caso di spazi più ridotti, meglio ricorrere alla zirconia ad alta resistenza o alla metalceramica, purchè siano presenti pilastri ritentivi

-per quanto riguarda le corone su denti posteriori senza più smalto e i ponti posteriori, l’aspetto biomeccanico deve essere considerato predominante rispetto a quello estetico, soprattutto per i ponti e tanto più se gli elementi mancanti sono più di uno. Quindi ok per le corone in zirconia monolitica o con stratificazione vestibolare, ma anche qui c’è ancora spazio per la metalceramica; ok anche per i ponti in zirconia fino a 2 elementi mancanti, mentre se mancano più denti l’indicazione è assoluta per la metalceramica.

 

 

Il contributo del tecnico: che tipo di indicazioni/informazioni possiamo a ragione chiedere all'odontotecnico?

Soprattutto mi chiederei quali informazioni dobbiamo dare all’odontotecnico, considerando che la scelta del materiale non dovrebbe essere delegata a lui: ricordiamoci sempre, infatti, che la responsabilità ultima sulla sicurezza e l’efficacia di qualsiasi restauro è del dentista.

Possiamo comunque chiedere informazioni e consigli sul materiale da utilizzare solo dopo aver stilato un piano di trattamento, in modo che la scelta del materiale sia subordinata alle esigenze cliniche. E’ sbagliato delegare al tecnico la scelta del materiale e adattare il piano di trattamento in funzione dell’utilizzo di uno specifico materiale, anche perché questo tipo di comportamento potrebbe essere influenzato da logiche commerciali.

Certo è che, qualora l’odontotecnico dovesse rendersi conto che la prescrizione non è coerente con il progetto tecnico a proposito del materiale da utilizzare, dovrebbe fermare la lavorazione, segnalarlo al clinico e discutere con lui la soluzione migliore. La fiducia reciproca e il confronto continuo sono fondamentali per una soddisfacente collaborazione.